Sembra che il livello di inglese in Spagna sia migliorato, ma è davvero così? Lasciamo che siano i dati e le cifre a rispondere.
La globalizzazione e la crescente mobilità internazionale hanno messo in evidenza l’importanza dell’apprendimento delle lingue. In Spagna la padronanza delle lingue straniere, e dell’inglese in particolare, è stata oggetto di numerosi studi che ne analizzano l’evoluzione nel corso dei decenni. Possiamo avere l’impressione che il livello di inglese sia migliorato negli ultimi decenni e, guardando al lungo periodo, è effettivamente così. Negli ultimi anni, però, la situazione cambia.
L’evoluzione del livello di inglese in Spagna
Secondo l’indice di livello di inglese Education First (EF), la Spagna ha registrato un miglioramento moderato nell’ultimo decennio. Nel 2023 si è collocata al 35° posto su 113 Paesi, con un punteggio di 535, corrispondente a un livello medio. Dal 2015, tuttavia, il livello medio di inglese è rimasto fermo, senza progressi significativi. Preoccupa il calo della padronanza dell’inglese tra i giovani dai 18 ai 20 anni, il cui livello è sceso da 571 punti nel 2015 a 514 nel 2023. Questo arretramento viene attribuito in parte alle carenze del sistema educativo.
Le differenze di padronanza dell’inglese tra le comunità autonome
Esistono variazioni significative nel livello di inglese tra le comunità autonome. Asturie, Galizia e Madrid spiccano con i livelli migliori, mentre Andalusia, La Rioja e Castiglia-La Mancia presentano i più bassi. A livello di città, Vigo è stata riconosciuta come quella con il miglior livello di inglese in Spagna, con un punteggio di 585. Nel complesso, la Galizia guida la classifica delle comunità autonome per padronanza dell’inglese.
E se confrontiamo con i decenni precedenti?
Negli ultimi decenni la Spagna ha avuto un’esposizione all’inglese molto maggiore grazie al turismo, all’immigrazione e al consumo di media in questa lingua. Tale esposizione, però, non si è sempre tradotta in una padronanza effettiva. Pur essendoci stati miglioramenti rispetto agli anni Ottanta e Novanta, i progressi sono stati più lenti che in altri Paesi europei. Imparare l’inglese oggi è molto più facile di un tempo: insegnamento curricolare nelle scuole, accesso a scuole di lingue, cultura letteraria e audiovisiva in lingua originale, internazionalizzazione del lavoro, viaggi più accessibili ed economici, scambi accademici… Eppure la tendenza sembra essersi fermata e, mentre altri Paesi continuano a evolversi e a integrare l’inglese nella vita quotidiana, qui la progressione ha rallentato.
Livelli di istruzione e apprendimento delle lingue
Il sistema educativo spagnolo ha introdotto programmi bilingui e aumentato le ore dedicate all’apprendimento delle lingue. Alcuni studi segnalano però che la formazione dei docenti e la metodologia adottata potrebbero non essere le più adatte per raggiungere una padronanza effettiva. Si è inoltre osservato un calo delle immatricolazioni ai corsi di laurea in lingue moderne, come inglese, francese e tedesco, mentre le iscrizioni a Filologia Classica sono aumentate..
Più inglese di prima, ma attenzione
Sebbene la Spagna abbia fatto passi avanti nell’apprendimento delle lingue straniere negli ultimi decenni, restano sfide importanti. La stagnazione del livello di inglese, soprattutto tra i giovani, e le disparità regionali indicano la necessità di rivedere e rafforzare le politiche educative legate all’insegnamento delle lingue. Una formazione più pratica, una migliore preparazione dei docenti e una maggiore esposizione ad ambienti anglofoni potrebbero essere decisive per migliorare la padronanza delle lingue straniere nel Paese. Sarebbe inoltre opportuno uniformare i criteri accademici tra le regioni, con un piano nazionale di istruzione capace di evitare queste differenze e, soprattutto, di non cambiare ogni pochi anni.




